Susanna è riservata e concreta ma solo al primo approccio: in realtà ama la compagnia e sa sdrammatizzare quando serve. In campo e nella vita si muove con discrezione, una vera signora che incarna ogni valore del rugby: è qualcosa che si percepisce anche dal suo sguardo e proprio per questa peculiarità è rispettata anche dalle avversarie. Rugbisticamente parlando, Susanna è di sangue blu: il papà ha fatto di tutto per vederla correre con la palla ovale, ma a lui Susanna ha sempre detto di no fino a quando, a scuola, grazie alla sua allenatrice, ha iniziato a giocare. Da quel momento il rugby è diventato per lei un vero e proprio stile di vita.

In questo sport Susanna riesce a esprimersi senza filtri: la decisione di lasciare il rugby giocato è dettata dalla sua salute, anche se fatica a pensarsi nel quotidiano senza allenamenti, senza le compagne, senza nessuna vigilia di partita da vivere perché lei ama anche lo spogliatoio, il discorso del capitano e il fischio finale che porta diretto al terzo tempo.

La sua avventura comincia nel 2008 a Piacenza, città di origine dell’atleta, dove incontra Michela Sillari (oggi centro della Nazionale e del Valsugana). Nasce un’amicizia che diventa vera sorellanza. Insieme giocano nella squadra delle Furie Rosse, allenate da Cristian Prestera: da lui Susanna ha imparato ad avere un “profilo basso”, cioè “niente parole inutili ma tenere sempre il focus sul lavoro”.

Susanna inizia con il rugby a 7. Inizia a giocare a XV a Colorno, terza linea: le stagioni che hanno portato allo scudetto resteranno sempre impresse nel suo cuore per la forte condivisione degli obiettivi, per il lavoro costruito insieme, per la crescita e per il sudore che hanno portato dritto alla vittoria dello scudetto. Inoltre, al suo attivo, ha anche un cap con la Nazionale Maggiore, nel 2010, contro la Russia.

“Susanna è stata un punto di riferimento per le Furie Rosse per tanti anni anche nel ruolo di Capitano”, è il commento di Ivano Iemmi, Presidente del Rugby Colorno F.C. “Sono davvero contento che abbia deciso di continuare ad occuparsi della squadra iniziando a intraprendere il ruolo di dirigente accompagnatore: è fondamentale che, chi ha fatto la storia delle Furie Rosse, resti al fianco delle giovani atlete affinché non si perdano quei fondamentali su cui abbiamo costruito in questi 15 anni”.